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La vigna rossa

Last Update: 5/29/2013 4:04 PM
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5/23/2013 5:27 PM
 
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di Daniela, Francesca e Sebastiano - Calliope 2008
rielaborazione scenica di Sebastiano.
I nomi dei personaggi non rappresentano gli autori ma le loro poesie.


La scena si svolge in una stanza molto luminosa. Un’ampia finestra frontale dà sul vigneto. A sinistra un divano chiaro e dietro una grossa Kentia, le cui foglie quasi nascondono un quadro di Magritte. Accanto, ben in vista, La vigna rossa di Van Gogh. Daniela è seduta su una poltroncina a sinistra rivolta verso la finestra. Sta leggendo un libro. Entra Francesca pensosa ma non distratta tuttavia sembra non accorgersi della presenza di Daniela.

Francesca -

Circonda il cielo e s'abbaglia
a ridere sul fiume, bastoni
tra le mani e fatica china
a servire il bicchiere

Sei tu che accendi lo sguardo
e premi l'ombra sul colore
al far della sera gli alberi
sparano cavalli in corsa

-non guardo mentre mi divori-

Francesca si avvicina alla finestra e guarda con nostalgia la vigna. Daniela chiude il libro e si alza.

Daniela -


passammo dalla vigna rossa
mentre da sola
falciavo erba dai filari
tu col cappello a controllare
le mie riverenze al sole

Francesca – Io?
Daniela - No, lo spaventapasseri.
Francesca - E chi altri?
Daniela -Nessuno. L’assenza forse?

Daniela sembrava leggermente nervosa. Entra Sebastiano che si avvicina alla finestra, da Francesca. Daniela fa per uscire ma poi rimane vicina alla porta guardando qualcosa sulla consolle.

Sebastiano -


hai provato a volare basso
sopra quel tanto rosso...?
intingi l'ala e
ridipingiti amore mio
che ti voglio sorprendente

Francesca, girandosi con un largo sorriso –

E sorprendimi di verde e di fiume
di alti e bassi senza confine
di rondini e sangue nel cielo
che perde vita ad ogni tocco
del rettile che si muove lento
tra il raccolto e il niente

Daniela sussurra qualcosa tra sé e sé –

gira, gira il sole sanguina di quarti
abbruma terrecotte e inganna il
sudore, il tuo sudore che ristora
me riflessa sui balugini di falce

Sebastiano, intanto, continua nel suo ricordare con Francesca -

Ma di che parlammo
quel giorno tra i filari?
d'amore o di glucosio?
graffi e pastelli
che mi riportano comunque
il mosto sui vestiti

Francesca -

Erano archi tesi all'imbrunire,
premevano il sole al petto
e parlammo di lune senza averle
mai viste e stelle lasciate al
giorno dopo

ricordo il vino a bagnare
il seno e la tua bocca
a disegnarne il contorno

Daniela esce . Sebastiano continua -

con le unghia ritratte
e le fragranze unite
in una vendemmia di baci
Sulla risacca del tempo
afferro magie e parole
che in fondo al sentiero
lasciasti

Di che parlammo quel giorno...?

Sebastiano passeggia per la stanza cercando di ricordare, Francesca interviene -

Lasciai per te
parole intinte di paglia
e di sangue

Parlammo di occhi senza
pupille, non le mani
ma le unghia a girare
e rigirare i confini
di un cielo inginocchiato,
forse malato per un gioco
che non ha più conflitti

“Cantami le vigne senza etichette ed i cotogni
gonfi di neve poi girami le ombre dal lato della luna
e toglimi da dosso tutti i precipizi” mi dicevi


Daniela rientra tornando dalla vigna. Ha in mano un tralcio di vite con le foglie rosse. Si avvicina al quadro e stacca le foglie di vite lasciandole cadere dall’alto sulla pianta. -

Malati di un gioco senza emoticons
tendemmo allarghe a un bacio di Magritte
e gli occhi nel vassoio con le chiavi
Lasciammo l'ultimo mon cherì al Battista
e Giuditta i bracciali fra i capelli

Sebastiano e Francesca hanno un attimo di perplessità poi si guardano e si avvicinano a Daniela abbracciandola. Sipario.



[Edited by fil0diseta 5/29/2013 8:24 AM]
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5/29/2013 8:51 AM
 
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Ecco la sceneggiatura che va in circolo [SM=g3227796]

a ben legare questa parola che girava attorno l'immagine del dipinto di Van Gogh. pensate che è stato l'unico ad essere venduto dal pittore ancora in vita.

comunque tornando a noi, ridendo e scherzando sono passati 5 anni da quando scrivevamo queste cose, che non erano per nulla male [SM=g8139]

fino alla svolta finale, dove io sembro perdere i lumi della ragione. ma in fondo, dopo essere tutti stati dentro all'opera d'arte, si rientra nella dimensione quotidiana dei media, della pubblicità che più spesso di quanto appare attinge all'arte. in modo lampante alla musica. creando anacronismi, pur sensibilizzando al bello. e i ragazzi a individuare i pezzi, non come opere di autori classici famosi, ma attraverso spot pubbicitari

[SM=g8231]



"Il bambino è la mia garanzia. E se non è lui il verbo di Dio, allora Dio non ha mai parlato" (McCarthy Cormac)
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5/29/2013 2:02 PM
 
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ma che belloooo!!!! e che nostalgia e che colori e profumi...

[SM=g2829700]



"i ritorni hanno rugiada sulla bocca e sorrisi fra mani confuse"
www.francescacoppola.wordpress.com
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5/29/2013 4:04 PM
 
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le mie riverenze
archi tesi all'imbrunire
a volare basso
sopra quel tanto rosso
tra il raccolto e il niente

toglimi da dosso tutti i precipizi
in una vendemmia di baci

potrei comporne altre mille semplicemente mischiando un pò i vostri versi, senza faticare affatto. cambiando l'ordine dei fattori rimane sempre e comunque poesia. bellissimi voi, da cinque anni a questa parte con soluzione di continuità Prima nun zo... mi piacerebbe leggere qualcosa dei vostri vent'anni.

besos strega(t)ti [SM=g8139]
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