9/22/2017 7:19 PM


Tutti da piccoli avevamo mille paure e durante il normale passaggio all’età adolescenziale ci hanno insegnato a non temere nulla. È davvero buffo perché a pensarci bene da bambini ne abbiamo ascoltate di fiabe e tutte contenevano orchi o streghe o draghi o lupi cattivi o persone malvagie con uncino e ancora matrigne senza cuore. E dunque come fai a non aver paura poi se sei a letto al buio, da solo?

Allora per asciugare le ovvie lacrime, per rasserenare gli strepitii, ti raccontano che i mostri non esistono, che sono il frutto della nostra immaginazione, che le fiabe sono inventate per stimolare le fantasie e intrattenere giovani menti. Ecco: è lì il tranello, quando ti mostrano che sotto il letto non si nasconde nessun tipo di mostro e che l'armadio è colmo solo di cianfrusaglie; che è il vento a picchiare sui nostri vetri e che le vocine sono scherzi della mente. Proprio in nome di quelle frasi ripetute fino allo sfinimento noi compiamo un passo importante che ha il valore della fiducia e inizia il lento cammino verso l’indipendenza.
A volte durante questo tragitto, senza alcun apparente motivo, i mostri ritornano e hanno sembianze diverse ma l'animo ugualmente cattivo e non ci sono eroi a proteggerci.
Nessuno sguainerà spade o salirà la torre per difenderti e nessuna fata o elfo o potere magico potrà ristabilire l'ordine giusto delle cose e non arriverà in tempo in ogni caso.
Allora questi mostri dai volti prima amici o addirittura familiari, dalle maschere ecclesiastiche o totalmente sconosciute tradiranno tutti i bei discorsi e così si formerà la corazza, cancellando la gioia, stendendo veli sull’ ingenuità; e la manfrina sui mostri risulterà così vera e in qualche modo ineluttabile.
Esistono i mostri, certo, sono in mezzo a noi con occhi umani ma nel buio seviziano animali docili, indifesi. Hanno costumi rispettabili in edifici religiosi con pensieri inammissibili e fatti ancor peggiori. I mostri ti camminano affianco e ti giurano amore in notti lussuriose ma poi quando meno te lo aspetti accoltellano, sparano, lanciano acido, incendiano, ti annegano. E deridono, mentono, fustigano o peggio ignorano. I mostri ti parlano, aspettano, scoppiano. Loro agiscono e salti da un palazzo, non torni a casa alla fine di un concerto, non ridi più al solito bar, non riesci a guardarti allo specchio. C’era una volta ed invece no, bisognerebbe iniziare la storia con:
c’è ancora …


Francesca Coppola






"i ritorni hanno rugiada sulla bocca e sorrisi fra mani confuse"
www.francescacoppola.wordpress.com