04/01/2021 11:22
E nel crepuscolo erro fra latebre
ombrose che la tormenta disfrena,
algide, ignee, s'aprono palpebre.
Arido il silenzio avvelena

lande motose sotto la neve
e non bramo la pace - orbata
ne è la misera vita - o la breve
oblivione dal sogno donata.

Un fiero nume sommerse nel sangue
il destino. Empi i suoi riti,
i voti nella tenebra esangue,
lambente orizzonti ischeletriti.

E non agogno neppure la morte,
vetta cui mena troppo arduo calle,
inane speme a serrate porte.
S'addensa terrea bruma nella valle..
Io sono Nessuno.